Come cambia la Metropoli.

Seconda settimana nell’era p.c. (post-coronavirus).
Il fascino della Metropoli child-free è svanito. Se prima i bambini che lanciavano coriandoli davanti alle scuole ti provocavano l’orticaria, ora pagheresti per farti riempire di stelle filanti e financo fialette di puzzolina. Le loro grida sono la cosa che è sparita per prima.
Avevi immaginato che, stipati a casa come polli in batteria, avrebbero semplicemente spostato in altri luoghi il loro vociare scomposto. Non so se siano le mascherine ma non si sente nulla. Con la mascherina nessuno può sentirti gridare…


La metro deserta che prima anelavi per non sniffare il menù dell’indiano che olezzava il vagone di spezie con annesso conato di vomito antemeridiano, ti sembra un segno dell’apocalisse. I bus girano praticamente vuoti e l’autista che prima chiudeva le porte dopo sette secondi, ti aspetterebbe pure fuori fermata pur di non rifare il percorso in solitaria. Dopo l’assalto ai supermercati la spesa ha ripreso i suoi ritmi. Solo che in ogni dannata capatina al super infili in un sacchetto fazzoletti, alcool, candeggina e carta igienica. Come se l’apocalisse includesse per forza di cose di andar dall’altra parte lindi e pinti e puzzolenti di candeggina. La pelle delle mani ormai sembra fatta di una vecchia mappa incartapecorita a forza di strofinare e strofinare canticchiando tutta la discografia di Franco Battiato.
In due settimane hai capito che quel che desideravi non lo volevi davvero. Mentre tagliavi in due la città respirando a pieni polmoni polveri sottili, avresti voluto solo restare spaparanzato sul divano a spararti film su film.

Tvboy – L’amore ai tempi del coronavirus


Il “dong” di Netflix ti sembra una campana a morto. Su Amazon Prime hai finito perfino tutti i film di Pieraccioni e di Bud Spencer.
I canali all news ti producono fitte allo stomaco e pagheresti per vedere un comizio di Renzi e Salvini. Ti basterebbe pure uno speciale sulle barzellette di Silvio Berlusconi. Tutto piuttosto che rivedere Burioni, il cancello del Sacco, le strade deserte dei paesini della zona rossa e l’ennesimo meme sul coronavirus. In freezer hai il tuo tesoro, un quarto di sfincione bagherese contrabbandato dal tuo migliore amico. Aspetti che tutto finisca per addentarlo insieme a qualche litro di birra per spingere via i brutti pensieri.

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