La quarantena è un’educazione ai desideri semplici, un invito a guardare la tua anima sulla piazza vuota, la fecondità scandalosa del silenzio, la meraviglia della città nuda, il collante umano dell’incertezza

L'esageratOre

A volte mi manca la quarantena. L’avevo inutilmente previsto, è realmente successo. In quarantena ogni cosa è giustificata e tu accetti molto di più gli eventi, nel bene e nel male. La quarantena è un’educazione ai desideri semplici, un invito a guardare la tua anima sulla piazza vuota, la fecondità scandalosa del silenzio, la meraviglia della città nuda, il collante umano dell’incertezza. Come durano poco gli insegnamenti della quarantena! Durano come il ricordo di un sogno che non supera l’ultimo sorso di colazione. Siamo di nuovo affamati di tutto. Anzi, siamo iper-affamati: vogliamo avere il possibile attuale e recuperare il possibile interdetto in quarantena. Che buffi! Pensavamo davvero di saper rinunciare a qualcosa. Pensavamo di poter imparare qualcosa. Pensavamo davvero che ci mancassero gli amici. Invece, era la nevrosi di star dietro a tutto che ci mancava; ci mancavano le mille occupazioni utili per non ascoltare; la possibilità di negarci…

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