Versetti

“La mia casa è l’alba, perché tu sei la mia nuova alba”. Tanti auguri al nostro Marco che è diventato papà!

L'esageratOre

La mia casa è l’alba, perché tu sei la mia nuova alba. La mia preghiera è l’ascolto dei tuoi primi piccoli versi, figlio mio. Stai scoprendo in questi giorni di avere una voce e di poterla usare. Con te in braccio davanti agli altri, i miei occhi dicono: vedi come viaggio nel tempo? Guarda l’elastico che mi riporterà indietro all’infanzia da un’altra ottica, per poi lanciarmi come testimone oltre la mia corsa sulla terra. D’ora in poi sarò il tuo pontefice, anima carrabile fra te e il mondo, per il tutto che immagino d’avere imparato.

La mia casa è l’alba dei tuoi sorrisi col primo canto degli alati, nell’albero dietro la finestra. La mia preghiera è il sole che risorge sul mare al quarto piano della tua casa natale. Stai scoprendo in questi giorni di avere un volto e a volte con le mani non gli dai pace. Ma sei…

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Spensieratezza sconosciuta

Caro pupo di zuccaro, in queste settimane mi capita di riflettere su quanto sia complicato godere dei momenti felici che ci capitano in sorte. Sono pensieri ingenerosi, forse persino ingrati. Talvolta mi ritrovo a passare pomeriggi con un tarlo che, laterale, da posizione periferica, mi sbriciola dentro. Rimugino su frasi e ragionamenti smozzicati qua e … Leggi tutto Spensieratezza sconosciuta

Il poeta e il mondo

Per questo ho una così alta considerazione per la piccola frase “Non so”. È piccola, ma vola su forti ali. Espande le nostre vite in modo da poter includere i nostri spazi interni e allo stesso tempo gli spazi esterni in cui è sospesa la nostra piccola Terra.

Quel peso di male

Estratto da Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno. Riportiamo la conversazione tra due partigiani, dove uno esprime all'altro i suoi dubbi sull'usare la stessa violenza, le stesse armi dei fascisti.

Il veleno nero

L'orrore del fascismo e l'uso volgare, ignorante e scriteriato, che ne fa Salvini avvelena allo stesso modo i bruti e chi li combatte, senza essere quasi mai arginato dalla sciatteria linguistica del giornalismo. Ma ci regala il principale motivo per andare a votare il 4 marzo: contro