Convivere con la paura del fallimento

Quando accade, a bruciare non sono solo il danno economico e il monito degli scatoloni accatastati in magazzino, ma è anche l’impressione che in realtà quel libro non abbia mai avuto modo di essere valutato

VITA DA EDITOR

Ovvero la responsabilità di pubblicare un’opera letteraria

Forse si può immaginare con quanta ansia uno scrittore partecipi alla pubblicazione del proprio libro, risultato di anni di lavoro, letture e revisioni, con la costante preoccupazione di rivelare troppo della propria storia, delle proprie ossessioni. Poi la fatica di far pervenire l’inedito a chi lavora in ambito editoriale e la frustrazione del silenzio che quasi sempre ne segue. E se si giunge a vedere il proprio nome su una copertina, tutto questo rischia di venire sminuito da una critica superficiale e abborracciata, da qualche commento in un italiano maldestro sui social, o peggio: si potrebbe ricevere solo indifferenza. È un percorso complesso, soprattutto per chi è al suo esordio, e in troppi continuano ad attendere un riconoscimento che non arriverà mai.

Sono meno note invece le paure di chi a un libro tra tanti ha scelto di dare forma, perché dopo un…

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Avvento

L’avvento secondo Marco. La foto è di Antonino Pintacuda

L'esageratOre

Nel buio cadono i confini, non sai dove ti finiscono le mani, non vedi cosa rischia di romperti il naso a un passo né sai dov’è il ginocchio se non rovini su una mezza altezza ignota. Nella notte, l’unica è chiedere una relazione, allungarsi alla cieca per trovare i confini di qualcos’altro e capire i tuoi. Se rinunci ad avere confini però e non tocchi niente, se resti tanto calmo da sopportare il nero, sgranando gli occhi nel nulla puoi anche immaginare che le valli si alzino e i monti e i colli si abbassino, che il terreno accidentato diventi piano e quello scosceso arrotondi in una vallata. Se non tocchi nemmeno il tuo corpo e resti tanto calmo da sopportare il vuoto, chiudendo gli occhi puoi anche favolare di indossare peli di cammello chiusi da una cintura di pelle attorno ai fianchi, e di trovarti in quel deserto da…

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La lezione dell’elefante: il nuovo romanzo di Marco Rizzo

Riceviamo e, con piacere, pubblichiamo Sekou, ragazzino maliano innamorato dei libri, è il protagonista del nuovo coinvolgente romanzo di Marco Rizzo in uscita il 10 dicembre in tutte le librerie nazionali, “La lezione dell’elefante”. Rizzo, tra gli sceneggiatori italiani più rappresentativi nel filone graphic journalism, è da anni impegnato a raccontare a ragazzi e non solo temi di stretta attualità: … Leggi tutto La lezione dell’elefante: il nuovo romanzo di Marco Rizzo

Parlo difficile soltanto per darmi un tono

di Nino Fricano

Ma cosa serve parlare se si parla solo per tastare sé stessi
e avere una qualche prova della propria esistenza?
Cosa serve parlare se si parla solo per sentirsi qualcuno,
incessantemente, instancabilmente, esclusivamente,

Appunti sparsi

Forse più il contesto è povero e sconfortante,
più il luogo dove si abita è mediocre e privo di stimoli,
e più è facile incontrare gente che vuole sentirsi
migliore degli altri.
E forse l’implicito io-non-sono-come-tutti-gli-altri,
io-non-sono-come-tutto-intorno,
io-non-sono-come-tutto-il-resto,
che spesso si staglia sullo sfondo dei discorsi e dei comportamenti in cui mi imbatto ogni giorno,
forse è più frequente in Sicilia, per dire,
che in un posto meno povero sconfortante mediocre e privo di stimoli.
E forse per questo la Sicilia è particolarmente fertile
in fatto di palloni gonfiati, vanagloriosi, fanfaroni, chiacchieroni, cialtroni,
barocchi pachidermi senza nessuna autoironia
e insopportabili molestatori dell’ego perennemente turgido.
E, secondo questa mia improvvisata teoria,
in previsione di un futuro inesorabile di sprofondamento economico, culturale, sociale e civile dell’Isola,
fertile in questo modo lo diventerà sempre e sempre di più.

Uno dei modi che più conosco
per sentirsi migliori degli altri
è quello di usare…

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