Elsa Morante, L’isola di Arturo

In questa conversazione, s’era fatta sera scrive Elsa lasciandomi incredulo davanti a tanta bellezza, e decido per me che fu una poetessa. Perché con queste parole, nelle ultime pagine di Arturo la sera, la chiusa, il momento finale si innesta nelle cose, non viene dopo di esse; la sera non arriva dopo un dialogo, un … Leggi tutto Elsa Morante, L’isola di Arturo

Gli occhi trovati

Non gli serve poi molto non fanno chissà che anzi niente, non fanno niente si guardano in silenzio e ridono stesi accanto sul prato o in una sala d’attesa, è uguale non importa, perché a differenza di tutti gli altri loro sono due che si vedono e vedere un’altra persona è incredibile prima di tutto per loro, … Leggi tutto Gli occhi trovati

La poesia mortale

Prima potevo anche prendermela. Ora inizio quasi a pensare che sia giusto così, normale, anzi necessario e persino bello. È giusto, normale e bello ammettere che, come tante cose della vita e – più in grande – della storia umana, anche la poesia passa e, ad esempio, quel che per cinquant’anni è sembrato indiscutibilmente un … Leggi tutto La poesia mortale

Tre novembre

C’è un giorno dopo i morti, ed è questo piccolo miracolo del calendario che inchioda la realtà a un elenco spudorato, dopo i morti la scadenza delle uova il ritiro in tintoria la rata da pagare il senso della parola data. Questo giorno più degli altri batte sulla riva dei fiumi e nel cuore che … Leggi tutto Tre novembre

Salvatore Quasimodo, l’anacronismo del vento

«Si vede che la Poesia ama le terre che galleggiano sul mare». Chi parla è Salvatore Quasimodo all’indomani del Nobel (1959), come spiegando la bella notizia e insieme la coincidenza con altri due già premiati all’epoca dall’accademia svedese, Deledda e Pirandello, anch’essi isolani. Quasimodo non ha certo bisogno d’essere difeso. Chi scrive invece si attacca … Leggi tutto Salvatore Quasimodo, l’anacronismo del vento